Perdere e ritrovare la motivazione nel percorso PVS

Avrei voluto trovare questo video in rete per me e alla fine mi sono ritrovata a girarlo per chiunque ne possa avere bisogno al momento giusto.
Per chi mi segue da tempo sa che ho una rubrica dedicata a PVS, Power Vision System, ovvero il metodo ideato da De Angelis per riabilitare i propri occhi dalla miopia.
Questo è il libro al quale ho fatto riferimento per il metodo https://amzn.to/2O7zQbB
Grazie a questo metodo ho recuperato quasi -4 diottrie per occhio, ma dopo una fasi di stallo ho subito dei piccoli peggioramenti dovuti alla mancanza di motivazione e di volontà nel fare bene gli esercizi.
Come ho fatto a ritrovare la motivazione? Ve lo spiego in questo video.


Tramonti in libera espressione

Il quadro dietro di me appeso a questa parete da pochi mesi, ne sostituisce un altro, che ho messo via. Da adolescente dipingevo tramonti, quasi nient'altro che tramonti. Ho smesso di dipingere da molti anni. Il motivo? Non esiste un motivo, non mi va e basta. La creazione artistica non la si può imporre, soprattutto a se stessi, dev'essere spontanea. Quella era la mia fase dei tramonti e ogni volta che guardo a questo quadro ripenso che i tramonti sono sempre dentro ognuno di noi, così come nelle nostre giornate.
Il giorno inizia e poi finisce affinché possa dare spazio alla notte e poi a un altro nuovo giorno.
Anche la vita e il cuore vanno così.



A proposito di adolescenza, nel montare il video sulla storia dei miei capelli, mi sono imbattuta nelle foto di quella fase della mia vita, quando volevo a tutti i costi domare i miei capelli stirandoli con la piastra e facendo dei tagli che ne afflosciassero il volume.
Quello che ancora non mi era chiaro era come mai i miei capelli fossero sempre impresentabili nonostante tutte le mie fatiche, ero continuamente in disordine.
Solo quando ho capito che per natura necessitano di una libera espressione e che non vogliono e non devono seguire alcuna moda per essere somiglianti a chiome di fantomatiche modelle all'ultimo grido, hanno assunto la forma che ogni giorno sentono di volere.
Trascorrere ore ed ore a disciplinarli non è per me.
Sono capelli sani e la loro bellezza è unica, come unica è ogni persona.
Nessuno dovrebbe pensare di omologarsi e seguire dei modelli.
Non esistono cloni in questo mondo, mettiamocelo bene in testa!

Preparare il sugo senza soffritto

Un suggerimento che mi è stato molto utile per cucinare quotidianamente, non solo il sugo, è quello di non soffriggere la cipolla.
La frittura è risaputo che fa male, sia a chi è in ottime condizioni di salute, sia soprattutto a chi soffre di disturbi gastro-intestinali; per altro è anche cancerogena.
Quindi è sempre bene evitarla.
Personalmente, se sono a casa, non friggo, nè soffriggo mai!

Per preparare il comunissimo sugo semplice taglio la cipolla con la mezzaluna o con un coltello in pezzi molto piccoli, in quanto non mi piace trovarla in pezzi grossolani mentre mangio e trovo che in questa maniera si disperda meglio il suo sapore per tutto il piatto.
 Quindi la metto in una pentola col fondo largo e bassa e vi aggiungo dell'acqua anziché l'olio. Accendo il fornello e faccio cuocere a fuoco medio. Mescolo con un mestolo in legno di tanto in tanto, finchè l'acqua non sarà diventata giallina e la cipolla si sarà cotta.


A questo punto ci verso dentro la passata di pomodoro e faccio cuocere senza coperchio sulla pentola a fuoco medio per mezz'ora.
Tenete conto che utilizzo la passata di pomodoro fatta in casa e quindi quasi completamente cruda, sicuramente se ne utilizzate una acquistata al supermercato ci vorrà meno tempo.



Vi accorgerete che il sugo è pronto quando l'acqua si sarà asciugata e avrà una consistenza cremosissima.

Una volta pronto, aggiungete spezie a piacere, io metto curcuma e zenzero e aromi, preferibilmente basilico fresco, origano. Per finire un filo d'olio d'oliva direttamente sul piatto renderà la vostra pietanza saporita e salutare.


Come preparare la lawsonia (hennè rosso)

Ci sono due diverse scuole di pensiero in merito alla preparazione dell'hennè per eccellenza, ovvero la lawsonia, quello che tinge di rosso.
La prima prevede dei tempi di ossidazione che vanno da un'ora fino a 12 ore. In passato, quando preparavo l'hennè per mia madre, seguivo questo metodo e dovevo sempre pensarci la sera prima di applicare il composto.
Ma da quando preparo l'hennè per la mia chioma ho fatto molte ricerche e test e poichè nessuno ama perder tempo inutilmente, ho iniziato a seguire il secondo metodo di preparazione.

Nel secondo caso non sono necessarie ore di ossidazione prima dell'applicazione.
Il segreto infatti sta nell'addizionare alla polvere di hennè semplicemente acqua calda, ma che sia calda da non scottarsi le mani quando la si tocca, altrimenti l'hennè si brucerà.
Il calore infatti velocizza il processo di ossidazione e l'hennè potrà essere pronto a rilasciare colore fin da subito.

Capelli lunghi e cambiamenti

La maggior parte delle donne cancella i brutti ricordi con un colpo di forbici, io proprio non credo sia la cosa migliore.
Liberarsi dei capelli più "vecchi" non mi ha mai fatto sentire libera, nè felice.
Sinceramente preferisco tenermeli i ricordi, che siano belli o brutti, sono momenti che hanno fatto parte della mia vita e costituiscono una parte di me.
Anche il dolore fa parte della vita. Bisogna semplicemente trovare la forza per apprezzare ciò che di bello sussiste per andare avanti nonostante il male che si sente.

Allo stato attuale i miei capelli arrivano a metà sedere, forse taglierò qualche cm fra qualche mese.
Mi piacerebbe molto farli crescere a dismisura, ma immagino sarebbero difficili da gestire, soprattutto considerato il loro volume.

Potrebbero impigliarsi a qualunque cosa si trovi nei paraggi e sarei costretta a intrecciarli perennemente.
Eppure mi affascina guardare foto di chiome che arrivano alle ginocchia o oltre. Chissà?! Finchè non mi danno problemi li lascio crescere, poi si vedrà.

In molte mi avete da tempo chiesto su Youtube di farvi una hair story dei miei capelli e vi prometto che lo farò presto, anzi, ci sto già lavorando su, raccogliendo tutte le foto che riesco a racimolare. Purtroppo ho un vuoto di foto che va dal 2000 al 2006, probabilmente dovuto all'avvento del digitale. Infatti quando aquistai la prima fotocamera digitale facevo parecchie foto che scaricavo sul pc senza stamparle, ma quel pc è andato fuori uso e al momento non so nemmeno che fine abbia fatto.


Outfit casual autunnale

Per gite ed escursioni i miei look sono sempre il massimo della comodità, senza negare la femminilità. 
Infatti, poiché si cammina tanto, non volendomi rovinare il sorriso, le scarpe devono essere rigorosamente basse, con la suola flessibile e leggere.


 Per quest'escursione era prevista un cammino per poco più di mezza giornata su un suolo a volte sdrucciolevole o sabbioso/roccioso.
Ogni prima domenica del mese in molte aree archeologiche e musei d'Italia l'ingresso e gratuito e ne ho dunque approfittato per andare alla Valle dei templi di Agrigento. Ci tenevo molto a fare delle foto e soprattutto a realizzare un video documentario molto particolare che sarà sul mio canale Youtube Angela Biotrucco lunedì  20 novembre.
Intanto in questa sede vi mostro cosa ho scelto di indossare.
Come tutte le giornate dell'autunno il clima è cangiante durante i diversi momenti della giornata e per questo motivo mi sono vestita come si suol dire " a spoglia di cipolla".
Al collo ho avvolto in due giri il foulard della Matt & Desy in modal grigio, abbinato alle scarpe che sono della Decathlon.


Un altro accessorio fondamentale per tenerci dentro oggetti personali e l'immancabile videocamera è la borsetta Matt & Desy in neoprene, ultraleggera e morbidissima.
Non immaginate quanto io sia difficile a scegliere i jeans giusti. Quelli che indosso quì li amo, sono aderenti quasi come i modelli skinny, non hanno strappature, che a me non piacciono, mi sanno di trasandato ed è uno stile che non si addice al mio carattere. I jeans sono Sarah Chole. 


Nelle ore calde, trovandosi la valle dei templi in prossimità del mare, mi sono tolta la giacca di lana bianca, rimanendo in camicia. 
La camicia che indosso ce l'ho da parecchio tempo e non ricordo dove l'abbia acquistata, forse in un mercatino, è di un cotone che lascia traspirare la pelle ed è molto morbida e attillata. Presenta delle arricciature sul davanti tra i bottoni e la fantasia a righe squadrate presenta diverse tonalità di verde. Ho preferito metterla dentro i jeans.

Mi sono truccata leggera, ma ho aggiunto un tocco vivace alla mia espressione sottolineando il mio immancabile sorriso con un rossetto rosso, in questo caso Vulcano di Antos, molto confortevole, quasi non lo si sente appena messo e dal gradevolissimo aroma zuccherino e caramelloso.


I capelli li ho legati in una morbida treccia a tre capi, facendo una riga leggermente sul lato sinistro.
E voi come vi sareste vestite per passeggiare con me in quest'incantevole luogo?

Diario di una sirena

Inizia un nuovo capitolo della mia storia, per meglio dire della mia vita.
Una serie di "sfortunati" eventi hanno condotto il mio essere ad una nuova dimensione che in fondo è sempre stata dentro di me. Li ho definiti sfortunati quegli eventi, ma non credo la sfortuna esista, sarebbe più opportuno parlare di vicende che hanno fatto parte di me e che ormai sono passate e adesso le inglobo nel mio bagaglio come qualcosa che non c'è più e che mi porto sempre con me.
Questo percorso inaspettato mi ha condotta all'acqua, elemento simbolo di purezza. In questo caso specifico in un momento in cui intorno a me i pensieri fluivano urlandomi nella mente in maniera incessante, ho trovato il silenzio in quel luogo confortevole e pacifico, dove nessuno parla, soprattutto io stessa a me medesima.
Silenzio, l'abbraccio totalizzante e leggero di un continuo fluire.

La sensazione di essere parte di un'universalità profonda e antica che va aldilà delle vicissitudini umane.
Ho avuto un flash e ad un tratto mi sono ritrovata ago e filo alle mani: la mia prima coda da sirena intorno alle mie gambe, come un'altra parte di me.


Sono la creatura generata dall'acqua, silenziosa e delicata mi muovo in essa ripulita dai pensieri.
Una meditazione senza fine e senza respiro.
Io sono acqua.




Diario di una sirena, le origini


Nelle acque del Salento


Il fondale di grotta della poesia (Melendugno)



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